Contatti
Patologie benigne e maligne delle ghiandole salivari
Tumori benigni e maligni della parotide.

Le neoplasie salivari rappresentano circa il 3% di tutti i tumori della testa e del collo.
L’ottanta per cento di queste origina dalla parotide che risulta pertanto la sede di gran lunga più frequentemente colpita; per contro le neoplasie maligne sono molto più frequenti nelle ghiandole salivari sottomandibolari, rappresentando il 15-30% dei tumori parotidei.
Tra le neoplasie benigne l’istotipo più frequente è l’ adenoma pleomorfo, diagnosticato nel 60–70% dei casi.
Solitamente diagnosticato fra i 40 ed i 60 anni, con  un’incidenza 3–4 volte superiore nella donna, l’adenoma pleomorfo origina nell’80% dei casi dal lobo superficiale. Gli elementi istologici caratterizzanti  la neoplasia sono: la capsula(spessa e fibrosa, in alcuni casi  è incompleta), le cellule epiteliali in varie configurazioni e le cellule mio epiteliali. Dal punto di vista ultrastrutturale la peculiarità è costituita dal polimorfismo cellulare con la presenza sia di elementi epiteliali che mesenchimali, data la notevole variabilità istologica questi tumori venivano in passato chiamati tumori misti. Sebbene capsulati, in alcuni casi, la capsula è incompleta e si osservano delle protrusioni linguiformi che aggettano nel parenchima ghiandolare circostante rendendo la semplice enucleazione rischiosa per quanto riguarda la possibilità di recidive.  In circa il 2-3% dei casi su un adenoma pleomorfo può insorgere un carcinoma, definito da molti come carcinoma ex adenoma pleomorfo o tumore misto maligno.
IL secondo tumore benigno della parotide è Il tumore di Warthin ( o adenolinfoma),  con una frequenza del 10-20%, colpisce più frequentemente i maschi tra la quarta e la settima decade, con un rapporto uomo/donna di 5:1.
Si presenta solitamente come una massa capsulata rotondeggiante od ovoidale, del diametro di 2-5 cm, che solitamente origina dal lobo superficiale della parotide. I rimanenti istotipi di neoplasia salivare benigna sono relativamente rari, l’oncocitoma da solo rappresenta circa l’1% dei tumori della parotide, mentre l’adenoma basaloide, l’adenoma canalicolare ed i papillomi duttali assommano insieme al 5-10%.
I carcinomi delle ghiandole salivari, invece, costituiscono circa lo 0,3% di tutti i tumori maligni ed il 15% delle neoplasie della parotide. Dal punto di vista clinico i tumori maligni possono avere un accrescimento più rapido rispetto ai tumori benigni, ma gli elementi maggiormente indicativi di malignità della lesione sono la fissità della massa, l’infiltrazione e l’ulcerazione della cute, il dolore, l’interessamento dei linfonodi e la paralisi del facciale.
Purtroppo tali segni e sintomi compaiono solo in uno stadio avanzato della malattia e pertanto un tumore maligno è per lungo tempo indistinguibile da un tumore maligno.
 Dei tumori maligni parotidei il più frequente è il carcinoma muco epidermoide, esso rappresenta circa il 10-15% di tutti i tumori delle ghiandole salivari ed il 60-70% dei casi è di pertinenza della parotide.
La distribuzione dei casi per età è piuttosto uniforme con un ampio range (da 20 a 70 anni) con un modesto picco di incidenza intorno ai 50 anni; pur essendo raro prima dei 20 anni, è comunque il più frequente tumore salivare maligno in età pediatrica. Si manifesta più frequentemente nelle donne e nella razza caucasica. L’aspetto microscopico è caratterizzato da cordoni, tappeti o spazi cistici formati da cellule squamose, mucinose o intermedie. Le cellule tumorali possono essere abbastanza regolari e di aspetto benigno oppure altamente anaplastiche ed inequivocabilmente maligne.
Il decorso clinico e la prognosi dipendono dal grado della neoplasia. I tumori a basso grado possono invadere localmente e recidivano in circa il 15% dei casi, ma metastatizzano solo raramente, per cui hanno una sopravvivenza a 5 anni di oltre il 90%. Al contrario, le neoplasie ad alto grado, ed in misura minore quelle di grado intermedio, sono invasive e difficili da eradicare, recidivando in circa il 30% dei casi e metastatizzando per una identica percentuale ad organi a distanza.
Il carcinoma adenoido-cistico è un tumore relativamente raro nella parotide, mentre costituisce la più comune neoplasia nelle altre ghiandole salivari. Si presenta come una massa solida, indolente, a lento accrescimento, generalmente piccola, ben definita ma non capsulata.
Sebbene abbiano una crescita lenta si tratta di tumori imprevedibili con la tendenza ad invadere gli spazi perineurali ed a recidivare ostinatamente. In più del 50% dei casi si osservano metastasi a distanza a carico di polmoni, ossa, fegato ed encefalo, a volte anche decenni dopo la rimozione chirurgica. La metastatizzazione ai linfonodi locoregionali non è invece frequente. La sopravvivenza a 5 anni è circa del 60-70%, mentre tale percentuale cala drasticamente al 30% a 10 anni ad al 12% a 15 anni.
La diagnosi si basa sia sull’analisi clnica del paziente, ed esami radiologici quali la TAC con mezzo di contrasto o la Risonanza magnetica. Come esame secondario può essere svolta un’ecografia della regione parotidea e del collo.
L’agoaspirato e l’esame citologico associato viene eseguito in casi selezionati.
Il trattamento chirurgico standard dei tumori benigni della parotide, consiste nell’intervento di parotidectomia superficiale, con preservazione del nervo facciale.
Il trattamento chirurgico standard dei tumori maligni della parotide, varia a seconda che sia coinvolto il nervo facciale con paralisi clinica nel pre-operatorio. In tali casi l’intervento consisterà nella parotidectomia totale con sacrificio del nervo facciale associata o meno a svuotamento latero-cervicale omolaterale del collo.

 Recidiva adenoma pleomorfo ghiandola parotide sx

                                                                        PRE
                  

                                                         POST